DOMENICA 10 MARZO

Alle 10.00, culto e scuola domenicale. Testo di predicazione: Matteo 16,21-28.

Iniziano i quaranta giorni che precedono la Pasqua.

“Non paradisi ma inferni nascono sulla terra regolarmente partoriti dall’orgoglio. L’unica cosa che l’uomo può veramente cambiare è il suo cuore, e il cuore non si apre che con l’umiltà. I cambiamenti del cuore sono difficili, faticosissimi, segreti, spesso forieri di solitudine e di ingratitudine, ma sono l’unica strada da percorrere per rettificare la corsa distruttiva che abbiamo intrapreso, per sostituire l’uomo-scimmia e l’uomo-cosa con l’uomo colmo della grazia dell’umano. Il discorso vero di salvezza non passa attraverso la tolleranza, bensì attraverso la fragilità. Solo la fragilità – fragilità che condividiamo in quanto creature – può portarci ad una reale apertura verso l’altro, alla possibilità di un dialogo fondato e fondante. Solo l’accettazione della fragilità può renderci disponibili a maturare in noi la potenza della compassione, solo la contemplazione della fragilità può far nascere in noi l’unica straordinaria forza che ci è concessa per cambiare il mondo: la forza della mitezza” (Susanna Tamaro)